21/04/16

Sole

Scavando nei meandri dei miei dispositivi di memoria più o meno obsoleti (ho un hard disk da 320 Giga identico ad un tostapane) ho trovato questo racconto scritto di mio pugno, che per una volta ha fatto un mestiere diverso dall'onanismo, di molti anni fa.
Diciamo quando ero convinto di poter fare lo scrittore da grande.

Sole non sapeva molto della vita ma una certezza la aveva già: da grande avrebbe fatto la fotografa.
Al contrario delle sue amichette che passavano giornate intere davanti ai negozi di vestiti, lei amava perdersi dentro ad un album per ore. Quando sfogliava quelle pagine il tempo si fermava. Riusciva ad assaporare ogni singola fotografia.
Trascinava sempre la sua bellissima mamma davanti al fotografo del paese nella speranza di scorgere qualche nuovo scatto, magari di una neo sposa.
Adorava le spose, erano così belle e felici. Per questo motivo spulciava continuamente l’album del matrimonio della madre: lei vestita di bianco con quel sorriso genuino, sincero.
Vicino a lei un uomo, vestito con un completo nero molto elegante, un gilet grigio fumo sopra ad una camicia azzurra, quasi bianca. Indossava anche una tuba che copriva i suoi capelli biondi e corti. Proprio come Sole, “la bellissima bimba bionda con gli occhi azzurri” come la chiamavano gli anziani del paese.

Quell’uomo era suo padre, la mamma gliene parlava ogni giorno. Le raccontava quanto fosse buono e gentile quel signore molto elegante della foto. Le diceva che ogni sera, prima di andare a letto, leggeva una fiaba alla sua piccola, anche se lei non aveva nemmeno un anno.
-  Guarda che anche se gliela leggi tutta non capisce
-  Non importa, mi interessa solo che senta la mia voce
Sole guarda le foto, non risponde a sua mamma perché si sta concentrando sul viso di quell’uomo così bello, così abbronzato. Niente, non riusciva a ricordare un solo momento passato con lui, una sola carezza, un solo bacio affettuoso prima di sprofondare tra le braccia di Morfeo.

Mamma Claudia parla di lui come un eroe, racconta alla figlia che è dovuto partire per un viaggio lungo e che ora è molto lontano.
-  Il tuo papà è andato ad aiutare tanti bimbi che non erano fortunati come te, che non hanno una famiglia come la tua che li ama tanto.
Sole stringe gli occhi sulle fotografie, come a mettere a fuoco qualche dettaglio nascosto all’interno di quelle immagini. Prende fiato con la bocca per emettere un suono. Poi scuote la testa e inspira col naso: il ricordo è troppo, troppo sfocato per poter dire qualcosa.

Le lettere che arrivano a casa Sole non sa ancora leggerle: se le fa leggere dalla mamma e lei, ogni volta, le dice che è suo padre, che sta bene e che sta aiutando tante persone.
-  Devi essere orgogliosa di papà, sta facendo del bene
Ma Sole non capisce perché il suo papà deve andare così tanto in giro per il mondo invece che tornare lì da lei. Perché non torna a leggerle le fiabe, a farle le coccole, a darle un bacio.

Mentre la mamma prepara la cena nell’altra stanza, Sole sta armeggiando sulla poltrona con la sua fotocamera giocattolo mentre la televisione riempie la casa di immagini e notizie che nessuno sta ascoltando. Tra il rumore del frullatore e i click della macchina fotografica, la bimba bionda dagli occhi azzurri sente le parole “guerra”, “attentato”, “tragedia”. A Sole hanno insegnato che la guerra è brutta, che i bambini come lei soffrono durante la guerra e che solo le persone buone e coraggiose possono andarci. Un giorno disse alla sua mamma che sarebbe partita e avrebbe portato tutti i suoi giocattoli per far felice qualche bimbo come lei. Non capì le lacrime che seguirono né l’abbraccio che le diede sua madre.

Sole adesso sta ascoltando attentamente: tanti paroloni non li capisce ancora ma è sicura che sia successo qualcosa di brutto a qualcuno. Così poggia il suo giocattolo sul tavolino di cristallo e si avvicina alla televisione.
-  Sole vai a lavarti le manine che è quasi pronta la cena!
La mamma sta urlando dalla cucina ma lei è completamente rapita dalle parole e dalle immagini che escono dalla televisione. Stanno dicendo che “Un uomo è caduto in battaglia” mentre altri uomini vestiti eleganti, come suo padre nelle foto dell’album, dicono che “Questa morte sconvolge tutto il paese”.
-  Sole dove sei finita? E’ già in tavola!
La mamma è entrata nel salone e la vede inginocchiata davanti alla tv che sta trasmettendo la foto di un uomo vestito come un militare, con la mimetica verde e il caschetto.
Sole l’ha sentita, si gira con gli occhi spalancati. Vede la mamma che si appoggia le mani sul volto e comincia a piangere.

Sole trema e sta per cominciare a piangere. Prima di scoppiare in lacrime riesce a dire un’ultima piccola parola alla sua mamma

-  Papà?

Fatemi sapere se vi è piaciuto, da domani tornerò a scrivere cazzate lo prometto

7 commenti:

  1. No, vabbè, mia figlia si chiama Sole!

    RispondiElimina
  2. Un po' triste...
    Di primo acchito avevo capito che fosse un medico, non un soldato...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche i medici si "vestono" come i militari in guerra o sbaglio?

      Cmq era un militare

      Elimina
  3. Puoi far parecchio meglio, hai una penna più acuta di questa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non avevo voglia di rivederlo e l'ho pubblicato tale e quale al 2011...

      Ah la pigrizia

      Elimina
    2. Cazzo mi sono commosso... ma non faccio testo, mi commuovo con poco.
      Comunque bello.

      Elimina
    3. Fidati che son peggio di te: mi son quasi commosso pur sapendo di averlo scritto io!

      Elimina

Licenza Creative Commons
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons