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30/03/16

Il bacio è un apostrofo rosa tra le parole t'ammazzo

Tra i quintali di tv spazzatura che amo guardare a casa non può mancare un programma dove due perfetti sconosciuti si spogliano, rimangono in intimo, si mettono a letto e, qualche volta, pomiciano.
Alla fine decidono se rimanere su quel letto insieme e mezzi nudi oppure andare via oppure uno rimane (solitamente l'uomo allupato) e l'altro/a se ne va (solitamente la tipa che se la deve tirare).
In tutto questo il 90% dei partecipanti sono dei modelli o qualcosa del genere.

La situazione più comune è quella dove, al momento della limonata, la ragazza si tira indietro in quanto il bacio è qualcosa di molto importante, non ho mai baciato uno al primo appuntamento oppure non siamo abbastanza intimi per un bacio.
Tutte
Cazzate

Vi spiego come funziona: il bacio è un bacio che viene dato per due semplici motivi:
1) l'uomo c'ha voglia
2) la donna c'ha voglia
NB: il post è tendenzialmente eterosessuale ma può essere trattato anche in chiave omosessuale con tutte le fortune del caso (gli omosessuali limonano e trombano molto di più)
Due Pan troglodytes durante l'accoppiamento
Poi possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo su una relazione sentimentale, il valore del bacio dopo anni di fidanzamento, il bacio a stampo che diventa sinonimo di buongiorno e di buonanotte etc etc
Ma se uno/una ti piace, gli/le ficchi la lingua in bocca. Facile*. Punto,
*Facile per voi forse, per me ogni volta era una fatica che manco in miniera

La frase Il bacio è importante per darlo a cuor leggere significa Mi fai abbastanza cagare il cazzo, piuttosto che baciarti bevo un flacone di amuchina. E dopo 5 minuti si stanno facendo fare una tracheotomia dal cubista con gli addominali scolpiti nel marmo di Carrara.

Pertanto care donne, come già sostenuto a gran voce in parecchi post precedenti, datecela in discoteca.
Anche solo una puntina di lingua ma datecela.
Altrimenti di cosa cazzo parliamo al bar con gli amici? Di MotoGP??

24/11/09

Discoteco

Mi reco nelle discoteche da quando avevo circa 16 anni. Ora ne ho 27 (ma ne dimostro molti meno, circa la metà) e, con un rapido calcolo, posso dire di esserci andato meno di 50 volte. Non essendo questo numero sufficiente per scrivere un post ad hoc sui tali luoghi di culto (e di culi), lo scriverò comunque.
A 16 anni ero davvero molto carino: occhiali da Harry Potter (però non esisteva ancora quel bambocione che ha fatto i film per cui venivo preso in giro per altri motivi...), abbigliamento discutibile, sguardo completamente casuale e andatura sbilenca. Bellissimo. Ancora oggi mi chiedo cos'abbia sbagliato. Tutto mi sembra troppo riduttivo.
Ovviamente si trattava di domenica pomeriggio, quando fuori c'era ancora la luce del sole. I miei coetanei scambiavano abili e copiose palate di lingua con esseri umani del gentil sesso vestite, mediamente, da vacche. Dico mediamente perchè alcune preferivano non vestirsi. Però muggivano tutte. Io mi appoggiavo al muro e guardavo, sicuro che prima o poi una si sarebbe avvicinata, mi avrebbe accarezzato la montatura degli occhiali e si sarebbe lasciata mungere. Quando il colore della mia felpa si trasferiva sul muro, cambiavo postazione.
A distanza di anni (ormai sono un ometto, non faccio più i bisogni grossi nel vasino dove ora vomito solo al sabato sera) posso dire che sono cambiate poche cose:
  • molte più rughe nel viso di coloro che hanno scelto una lampada UVA per amico
  • molto meno tessuto addosso alle mucche old generation
Per il resto le altre differenze si ravvisano dal punto di vista quantitativo e non qualitativo: alle palate di lingua si sono aggiunti i palpeggiamenti, il numero di telefono è stato sostituito dal contatto facebook (ma perchè??), il discorso più sensato (l'unico) non è la scuola ma il posto di lavoro.

Poi ci sono i bulletti. La fisionomia di questo soggetto è ineguagliabile: maglietta super aderente o canotta (probabilmente del cugino di 5 anni che si sono mangiati prima di andare a ballare), colore della pella simile a quella di Weah (e Baresi è di nuovo papà), movimenti al limite del ballo di San Vito e occhiali di una bruttezza unica (spesso sono quelli senza lenti con le righine di plastica...li odio...). Non riescono a formulare una frase di senso compiuto (si limitano a dire eh oh eh eh cioè oh che, tradotto, non significa niente), conoscono tutti i buttafuori (e non perchè spendono circa 60 € a serata...no no...sono amici) e difendono il branco. Avvicinarsi al loro recinto equivale a mettere a repentaglio la propria integrità cerebrale, cominciare una battaglia psicologica dove è impossibile uscirne vincitori. Piero Angela ha provato a studiarli ma è invecchiato di colpo (ha 38 anni in realtà).
Ricordo con piacere una serata nel locale più tamarro in cui sia mai stato. Stavo ballando come uno scemo (roteare le braccia e le gambe più o meno casualmente) senza accorgemi dove fossi. Ero vicino ad un gruppetto di ragazze, evidentemente accompagnate, per cui uno dei boss si avvicina e mi dice:
Ti piacciono eh? 100mila euro!!! Vattene!
Mi sono guardato intorno, prima a destra poi a sinistra, l'ho riguardato e mi sono indicato (con una faccia palesement interrogativa). Al che lui ha iniziato il suo monologo, con la mano destra rigorosamente perpendicolare alla faccia, in posizione verticale appoggiata sull'angolo sinistro della bocca, dicendomi eh oh eh eh cioè oh e ridacchiando. Con gli occhi strabuzzanti mi sono allontanato, lui stava ancora singhiozzando verso la luce stroboscopica senza rendersi conto che me ne ero andato (in tutto questo non aveva mai smesso di ballare). Non avevo mai visto una persona di colore così bassa con dei vestiti da neonato. Per un attimo ho pensato di essere stato minacciato da Arnold.

Poi sono cresciuto, ho capito che quei templi della perversione sono dei mondi avulsi e ne ho dedotto che non avrei mai voluto lavorare in una fattoria: galline, oche, vacche, tori, asini...non fa per me quel lavoro.


E poi, chi ha 100mila euro per un paio mozzarelle??
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