03/10/11

Distanza dalla felicità

Probabilmente per colpa della Gelmini e le sue assurde teorie in merito alla velocità/distanza, sono giorni che penso a quanto disti la mia felicità.
Non sono pazzo (sì lo sono) e il mio portavoce non si dimetterà (non esiste) però sono convinto che esista una distanza, di qualsiasi tipo, tra la nostra felicità attuale e quella definitiva.

Tutti quelli che leggono questo blog dovrebbero essere felici a mio avviso.
No, non è un'esplosione di egocentrismo bensì un dato di fatto: avete la possibilità di leggere, di avere una connessione a internet, di avere una vita tutto sommato agiata con un tetto sopra la testa, acqua corrente, luce elettrica, riscaldamento (male che vada delle coperte), telefono, caldaia...
Ecco sì, non potete proprio rompere il cazzo.

Vi siete mai chiesti quanto manchi alla vostra felicità assoluta?
Magari per Aitor la distanza potrebbe essere 1.201 km (da Torino a Bilbao).
Per qualcun'altro potrebbe essere una distanza in termini temporali (quando avevo 15 anni ero sicuro che sarei stato veramente felice a 20... povero stupido...).

Infine c'è la distanza "di soldi". Che è esattamente la mia.
Ovvio che tra me è la felicità assoluta mondiale ci siano circa 400 milioni di euro (dovrebbero essere sufficienti) però, in termini più credibili, posso stimare la mia distanza in circa 100.000 €.
Con questi soldi puoi mettere una discreta cifra per l'acquisto di una casa e, una volta comprata, sei a posto per tutta la vita (cassa integrazione permettendo).
Sarei più sicuro, non dovrei pagare un affitto "inutile" e potrei permettermi un mutuo "umano" (e non di 180 anni in comode rate da 16 euro giornaliere).

Per tutta la vita ci sarà una "distanza" alla felicità infinita. Però ogni volta questa distanza si allunga.
Per il Berlusca è la distanza dalla sua mano ad un culo femminile.
Per il Papa dalla sua poltrona all'asilo.
Per Balotelli tra le sue prestazioni e il pallone d'oro.
Per i suoi tifosi tra la sua R8 e il primo burrone di Manchester.
Per mio nonno tra la sua abitazione e la sua città natale (e ogni volta che la va a trovare è felice).
Per la Teresa tra ora e la nascita di un nipote.

Qual'è la vostra distanza?
Io la so: fino a lunedì quando non viene pubblicato il nuovo post de Il Ragno Velenoso!!

11 commenti:

  1. Io non ho una distanza,non riesco ad essere felice a prescindere! Ecco...Forse se fossi Beyoncè sarei felice..Ma di certo non avrei sposato Jayz...

    Allora?! Quando ci rendi zii?!

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  2. Mi è venuta da scrivere una cosa troppo contorta per far sì che la possiate capire anche voi comuni mortali senza il supporto di un disegno.
    Quindi non la dirò.
    Sono una persona inutile. E comunque la distanza della mia felicità ora sono 30m, altre volte sono 50km, dipende.

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  3. La mia distanza dalla felicità??? Il tempo e lo spazio che mi separano da un nuovo lavoro...

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  4. una delle mie felicità è la distanza che ci separa da oggi al giorno in cui riusciremo effettivamente ad entrare in casa nuova......forse per natale :)

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  5. io effettivamente sono abbastanza felice.... ma starei meglio se potessi lavorare meno.

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  6. se vuoi monetizzare, allora centomilaeuro non mi bastano x raggiungere la mia felicità... ma quella della mia banca sicuro!
    La mia felicità è lì, la vedo, ma sono legata ad un elastico, talvolta quasi la tocco se tiro e tiro... poi l'elastico mi rimbalza indietro e manca ancora parecchio.

    ... ok anche io aspetto lunedì con ansia

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  7. fanculo la felicità io la odio! È molto meglio essere infelici e fare le vittime

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  8. Almeno quanto il pene di Rocco Siffredi!

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  9. Uhm.. La mia felicità dista circa due anni, migliaia di euro q.b. e qualche centinaio di km.

    Il problema della felicità assoluta è che una volta raggiunta non hai più scopi.

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